Spiritualità

“ESSERE MARIA”

Identificato come parte essenziale del novum del Carisma,
“Essere Maria” contiene un particolare riferimento all’essere,
ad una dimensione inattingibile e non definibile,
ma che è misteriosamente ricevuta in dono (cioè come carisma).
Al dono risponde il riconoscimento che “grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente” (Lc 1,49),
nella serena consapevolezza della propria piccolezza, del proprio limite
(“perché ha guardato l’umiltà della sua serva” Lc 1,48).

Maria, la Madre
Ricevuta come dono da Maria e, a immagine sua, ricevuta come dono da noi,
la maternità è percepita come dimensione primaria ed essenziale dell’essere Maria.
La vergine di Nazareth, colei che come nessun altra creatura
ha sperimentato nella propria carne che Dio è padre,
in virtù di questa esperienza di Dio
è in grado di generare l’altro
ad un nuovo ed intimo rapporto con Lui (cfr. Carisma 2-3).
Attraverso questa particolare maternità
l’altro può sentirsi e riscoprirsi figlio amato del Padre,
figlio atteso e desiderato (cfr. Lc 15,20).

La missione, il dono (carisma) che trabocca
La maternità di Maria così concepita e vissuta
diventa il cuore e il respiro di ogni missione,
necessaria perché possa darsi concretamente, l’Essere Maria nella storia.
Sostanziata da questa maternità la missione è amore a tutto l’uomo (cfr. Carisma 7),
esserci per l’altro, stare accanto all’altro, ma non solo.
Missionarietà è anche coinvolgimento profondo con l’altro, contattoabbraccio di comunione.
Questi due aspetti, del coinvolgimento e dello stare accanto,
permettono di evidenziare la necessaria compresenza di due dimensioni fondamentali della maternità:
quella della generazione e
quella di una relazione che rispetta e promuove la persona nel riconoscimento dell’alterità.
Ecco che la maternità diventa servizio alla persona ed evangelizzazione,
mai ostentazione chiassosa delle proprie capacità.
Si tratta piuttosto di una missionarietà che assume in sé il quotidiano, di una modalità feriale,
di uno stare che possa essere accolto, recepito e condiviso da tutti.

L’anima della missione
La nostra missione richiede di essere sostenuta da una profonda interiorità,
che ne costituisce l’anima.
Infatti, proprio dalla centralità dell’intimità e del rapporto che Maria intrattiene con Gesù,
può scaturire ogni missione.
È, dunque, importante il silenzio, la capacità di osservazione e di riflessione,
la preghiera, l’intercessione,
perché Maria possa essere.
Questa interiorità così ricca si nutre di fede profonda,
che si traduce praticamente in una consegna di sé, di tutto il proprio essere a Dio,
in un abbandono fiducioso al Signore,
perché attraverso di esso possa irrompere nella nostra storia e nella storia
il mistero di Dio e il mistero della vita divina in Maria:
“Eccomi, sono la serva del Signore; avvenga di me quello che hai detto” (Lc 1,38).

Il contributo teologico e cristologico
Maria è colei che porta Cristo, discepola, testimone e apostola di Cristo,
colei che consente di riconoscere Cristo come fratello e redentore (Carisma 3):
si tratta di una dimensione mariana cristologica, finalizzata alla rivelazione del volto di Cristo,
non di semplice devozione o devozionalismo mariano.
Maria è rivelatrice del volto di un Dio in relazione,
di un Dio che si rivela come relazione.

Il contributo ecclesiale
Maria è modello della dimensione carismatica della Chiesa.
Essere Maria, dunque, è espressione di questa Chiesa dell’amore,
espressione di una spinta vitale e presenza di occhi nuovi nella Chiesa,
in particolare in una Chiesa che chiede apostoli e apostole,
testimoni autentici di Cristo contemplato con lo sguardo di Maria.

Sfida e profezia: la reciprocità
Aver ricevuto in dono lo stesso Carisma con i confratelli Missionari di Maria
viene percepito come un’espressione e un potenziamento dell’Essere Maria.
Sfida perché percorso difficoltoso e aspro,
profezia perché rivelazione nella storia del volto di un Dio in relazione.
La reciprocità, o complementarità reciproca, tra fratelli e sorelle
è percepita come nodo fondamentale della nostra vita.
La presenza del maschile e del femminile all’interno dello stesso Carisma
costituisce una modalità maschile e femminile di portare avanti la missione, di incarnare il Carisma;
essa è intesa come un arricchimento carismatico
che dovrebbe condurre a una più completa maturazione e consapevolezza di sé.

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